Interruzione
Volontaria della Gravidanza (IVG) e Complicanze
Ogni intervento chirurgico è vessato da percentuali di
complicanze. Aprirò in seguito una pagina specifica sulle complicanze con gli
argomenti di sotto enunciati.
1.
Perforazione uterina
2.
Endometrite o infezione della mucosa uterina
3.
Sinechie Uterine
4.
Annessiti
5.
Sterilità
6.
Ru 486 una molecole utile, all'interno delle scelte della
donna, nella riduzione delle Complicanze della Interruzione Volontaria
Chirurgica della Gravidanza
L'interruzione di gravidanza è spesso un
momento difficile della vita di una donna. L'evento costringe a prendere in
seria considerazione la propria capacità fecondante e il passaggio immediato al mondo
adulto e fertile. Costringe a valutare la propria capacità di scelta rispetto ad
eventi "inevitabili" solo per chi accetta il destino, ma non per
donne che scelgono per sé, razionalmente e con equilibrio, il controllo medico
della propria fecondità. Elemento femminile assoluto anche per chi non rimarrà
mai incinta.
Come laici è inevitabile
porre la questione "riduzione del danno", ma anche crescita e senso
della propria responsabilità.
La
consapevolezza e l'elaborazione, anche intima, dell'evento possono dare il
senso della crescita personale anche se accompagnate dal dolore, ma è possibile
anche un processo involutivo, come la perdita di una verginità ulteriore ormai
persa, un senso di grande autocolpevolizzazione. Auguriamo a queste donne di
poter trovare, almeno nel loro medico, quella capacità di ascolto e di
induzione alla elaborazione; passaggio obbligato, per poter guardare senza
sorpresa, il proprio mondo interiore alla scoperta della propria fisiologia
riproduttiva.
Sono descritti i due
diversi metodi per l'interruzione di gravidanza, il chirurgico e il medico. Il secondo non è disponibile in
Italia.
Metodo chirurgico per aspirazione.
Ricordando che l'aborto è legale in Italia dal 1978, speriamo che tutte le
donne possano rivolgersi tutte a una struttura ospedaliera, che le tuteli dal punto
sanitario e di tutto il rispetto della privacy. Ricordiamo che tutte le donne
extracomunitarie, anche senza permesso di soggiorno, possono usufruire delle
strutture italiane, senza alcun costo. Cerchiamo di garantire a tutte il
rientro dall'aborto clandestino, ancora attivo in Italia, come da recenti
eventi di cronaca e soprattutto dalle notizie riferite dalle pazienti.
L’aspirazione può
generalmente essere effettuata entro le 12 settimane e 5 giorni (90 giorni) a partire
dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Per le donne con ciclo irregolare, è
possibile regolarsi con le 10 settimane e 5 giorni dal possibile rapporto
fecondante. A volte, per facilitare l'intervento, il collo dell’utero viene
rilassato con un farmaco (prostaglandina), da assumere per via vaginale il
giorno stesso dell’intervento. L’intervento viene eseguito solo in ospedale.
Dopo poche ore si può tornare a casa.
L’intervento
operatorio avviene sotto narcosi (anestesia generale) oppure sotto anestesia
locale. Il collo dell’utero viene dilatato cautamente con dilatatori metallici
fino ad un diametro da 6 a 12 mm. Viene in seguito inserita una fine cannula
per l’aspirazione che rimuove i tessuti embrionali dalla cavità uterina.
L’operazione dura circa 10 minuti. Il rientro a domicilio avviene tra le 2 a 6
ore seguenti l'intervento a seconda dell'anestesia, locale o generale.
Generalmente,
una visita di controllo viene effettuata nelle due settimane seguenti
l’intervento.
Metodo
medico-farmacologico. Ru 486 con prostaglandine. Non legale in Italia.
La modalità di interruzione di
gravidanza che utilizza l'RU 486 dà meno complicazioni del metodo
chirurgico. E' quindi non deontologica la decisione di porre nell'ambito delle
pratiche illegali, i protocolli descritti successivamente. Vi è circa 8 volte
meno la possibilità di avere infezioni uterine post-aborto e sarebbe
particolarmente indicato per le donne giovani (che potrebbero mantenere più
facilmente la loro fertilità, le donne che hanno subito una isterotomia (taglio
chirurgico sull'utero) come nel caso di cesareo o miomectomia (rimozione
chirurgica dei fibromi uterini con la conservazione della parte sana, o in caso
di allergia agli anestetici, l'utilizzo della modalità medica..
Questo metodo può
essere prescritto entro la 7a settimana a partire dal primo giorno dell’ultima
mestruazione. L’interruzione può essere effettuata ambulatoriamente, sia in
clinica sia in uno studio medico, con due farmaci: la Mifegyne (conosciuta
anche con il nome di RU 486) e una prostaglandina. La Mifegyne blocca gli
effetti dell’ormone progesterone interrompendo lo sviluppo della gravidanza. La
prostaglandina induce contrazioni uterine e provoca l’espulsione dei tessuti
embrionali.
In presenza di
personale medico, la donna assume tre compresse di Mifegyne. Poco dopo può
rientrare a casa. Due giorni dopo, due compresse di prostaglandina sono
anch'esse prese nello studio medico o in clinica. La donna rimane in
osservazione per alcune ore. Per circa due terzi delle donne l’espulsione dei
tessuti embrionali avviene in questo periodo, per alcune avviene più tardi a
casa. A questo stadio molto precoce, l’embrione misura tra i 2 e gli 8 mm, a
seconda della durata della gravidanza.
Circa
due settimane dopo la presa della prostaglandina viene effettuata una visita di
controllo.