Cosa è la cosiddetta piaghetta?

Da molto tempo è in uso il termine "piaghetta". Forse vuole riferirsi al naturale colore rosso tipico delle cellule del canale cervicale che sono in unico strato e fanno intravedere il sangue che traspare sotto l'epitelio. L'epitelio dell'esterno del collo dell'utero che si riflette su tutta la vagina, è invece un pluristratificato (fino a 30 "strati" diversi), fa intravedere il sangue in maniera nettamente inferiore (normale il colorito roseo). Quello che si trova con maggior frequenza di altri quadri risulta quindi così: in periferia un colore roseo, una parte centrale più rossa che approfonda verso il canale cervicale, tutto rivestito di cellule endocervicali, unico strato ma cellule grandi, visibili in colposcopia.

Qual è la storia della "piaghetta". Siamo già nel post-piaghetta?

Il problema della piaghetta è stato ed ancora è che il termine richiama troppo una piaga, piccola ma pur senpre ferita, ferita da curare e dulcis in fundo, da bruciare. Molti ginecologi si sono così affrettati a bruciare innumerevoli piaghette, con la pretesa scientifica di prevenire il carcinoma del collo uterino ma con identiche percentuali di sviluppo del tumore. Ma quando al CED di Milano si ragionava contro la DTC (la "bruciatura") ravvedendone l'assoluta inutilità e quindi danno, preoccupazione, costi, tempo perso, necessità di controlli successivi e così via. Quindi: