Contraccezione
come possibilità, opportunità di vita, di scelta, di responsabilità
Pillole
contraccettive estroprogestiniche, effetti collaterali e risoluzioni
La "Pillola",
contiene due molecole ormonali di sintesi chimica, estrogeni e progestinici.
Dati per via orale, vengono facilmente assorbiti e svolgono numerose azioni:
insieme bloccano l'ovulazione e, specialmente il progestinico, rende il muco
del canale cervicale impenetrabile agli spermatozoi. Da un lato si blocca
l'ovulazione e dall'altro il passaggio del collo dell'utero da parte degli
spermatozoi.
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Punti svolti Scorrendo la pagina verso il basso, secondo ordine
troverete i punti svolti ·
Quali scelte fra gli
estrogeni e i progestinici sul mercato italiano? ·
Quale pillola come
prima scelta? ·
Perché una monofasica
come prima scelta? ·
Quali effetti
collaterali determinano pillole a maggiore o minor clima estrogenico? ·
Pillola ed effetti
collaterali ·
Cambiare la pillola
ai primi effetti collaterali? ·
Perché è meglio non
sospendere mai? Perché una pausa di 2 o 3 mesi è da sconsigliare? ·
Qual è la migliore
età per l'assunzione della pillola? ·
Qual'età meno adatta? ·
Quali farmaci
diminuiscono l'efficacia della pillola? ·
Come comportarsi se
deve essere assunto un farmaco che interferisce con la pillola? ·
Come comportarsi dopo
la sospensione di un farmaco che antagonizza la pillola? Punti in costruzione ·
Quali sono gli errori
di assunzione della pillola e come rimediare? ·
In quale caso la
pillola è curativa? ·
Quale patologia
favorisce? ·
Quale patologia
previene? ·
Sesso e pillola:
quali dati positivi e negativi |
Quali
scelte fra gli estrogeni e i progestinici sul mercato italiano?
Nonostante le continue
introduzioni di nuove confezioni di contraccettivi orali, anche se è difficile
crederlo:
1. L'estrogeno utilizzato è uno solo, l'etinilestradiolo,
cambia solo la posologia, con le ultime pillole a basso dosaggio da 15 a 50
gamma. Tenete conto che il dosaggio attuale, nel 1980, era di 30 gamma di
etinilestradiolo. Come dosaggio prediligo una monofasica di 30 gamma, perché dà
il minor numero di effetti collaterali ad un elevata percentuale di pazienti.
2. I progestinici si dividono in IIa e IIIa
generazione. Anche qui la ricerca farmaceutica non ha fatto molto, tanto
che i progestinici di IIIa generazione sono stati accusati di procurare
comunque un leggero aumento di tromboflebiti. Anzi, l'introduzione sul mercato
degli ultimi progestinici, ha escluso il levonorgestrel (IIa generazione),
ormai non più sotto brevetto, dall'utilizzo di altre case farmaceutiche, per
pillole a basso costo. Paradossalmente, dopo le notizie di aumento delle
trombosi con i progestinici di IIIa generazione, sono state immesse sul mercato
pille con il levonorgestrel a prezzi più che raddoppiati con le stesse vecchie
molecole, etinilestradiolo e levonorgestrel, nonostante la semplice riduzione di
un terzo del dosaggio.
3. Una variabile è un progestinico "speciale", il
ciproterone acetato, in caso di manifestazioni androgeniche, in particolare
l'acne. Richiede un minimo di 35 gamma di etinilestradiolo
In
conclusione:
1. Etinilestradiolo
come estrogeno. Dopo 3 mesi dalla prima assunzione, o alla comparsa di
effetti collaterali intensi (rara ma possibile), si potrà ventualmente
modificare il dosaggio.
2. Come progestinico:
in primo luogo escludere necessità del progestinico antiandrogeno, escludere
progestinici di IIIa generazione se cefalea all'anamnesi o problemi della
coagulazione anche nella storia familiare.
3. Dosaggio. Il
dosaggio del progestinico segue il dosaggio dell'estrogeno
Quale
pillola come prima scelta?
Il primo obiettivo del medico
deve essere la prescrizione di pillole che diano il minor numero di effetti
collaterali, perché solo in questo caso ci si può aspettare una assunzione
prolungata e continuativa, unica garanzia dell'alta efficacia della pillola. Proprio
la discontinuazione della pillola fa passare il rischio di gravidanza, dal
teorico 0,1% al 3-5% dell'uso reale, di molto superiore al rischio reale della
spirale 0,2-1%.
La prima causa di
sospensione pillola è la mancata gestione degli effetti collaterali ancorché
minimi, spesso per decisione della paziente, spesso prima dell'invio di una
e-mail con la descrizione del problema. Ecco perché scelgo come pillole di
prima scelta, allo stato attuale delle informazioni, pillole monofasiche a 30
gamma di estrogeni, con minor tasso complessivo di effetti collaterali.
Ma è la qualità degli
effetti collaterali che deve essere messa al centro dell'attenzione: la
depressione o malinconia, la diminuzione della libido, in sostanza il possibile
peggioramento della qualità della vita sono difficilmente correlate a pillole a
30 gamma di etinilestradiolo.
In
conclusione:
si può partire con una
prima assunzione di pillola, in condizioni standard e non specifiche (come
ritenzione idrica o cefalea anche senza assumere la pillola) con una pillola 30
gamma di estrogeni, ipotizzando un eventuale cambio in caso di manifestazione
di effetti collaterali nell'occasione del controllo a 3 mesi dalla prima
assunzione.
Perché
una monofasica come prima scelta?
Una confezione di pillole
per un mese, il blister, può contenere pillole con lo stesso dosaggio, con due
e tre dosaggi diversi. Sono rispettivamente le monofasiche, bifasiche,
trifasiche, rispettivamente.
La maggior parte delle
donne non è contenta dei sintomi premestruali come la ritenzione idrica e la
depressione, sintomi correlabili all'alto tasso di progestinici nella fase
premestruale. La trifasica mima il ciclo femminile aumentando i progestinici
nella terza fase potendo favorire quel nervosismo, depressione, gonfiore che la
donna non vuole. Vi sono dei casi dove invece può infastidire la modificazione
della propria ciclicità emozionale. Alcune artiste hanno scelto pillole
trifasiche, come necessità di tutte le emozioni, anche le più nevrotiche ai fin
creativi. La pillola in generale e la monofasica in particolare riducono gli
aspetti negativi psicologici della sindrome premestruale.
In
conclusione:
la monofasica può
contenere le variabilità emotive determinate dalle fluttuazioni ormonali
fisiologiche. La trifasica è particolarmente utile in caso di spotting.
Quali
effetti collaterali determinano pillole a maggiore o minor clima estrogenico?
1. Pillole a maggior
clima estrogenico (30-35 gamma) possono facilitare la ritenzione idrica,
con un aumento di peso oggettivabile più con il controllo del peso che tramite
variazioni delle misure in centimetri. Sempre opportuno controllare il proprio
peso dopo le mestruazioni. Facilita in bassa percentuale la cefalea durante
l'assunzione ed è la più opportuna in caso di cefalea durante la settimana di
pausa. Rara, ma possibile e quindi da valutare, la nausea, ancor più raro il
vomito. Hanno il minor impatto sulla libido o sulla depressione. Sono da
consigliare in caso di cisti follicolari o luteiniche.
2. Pillole a minor
clima estrogenico (15-20 gamma), danno percentualmente meno problemi di
ritenzione idrica, di nausea o cefalea durante l'assunzione, ma possono
favorire cefalea nella pausa o spotting durante l'assunzione della pillola.
Sono maggiormente adatte in caso di frequente esposizione al sole
Le pillole di 15 gamma,
che si assumono per 24 giorni invece dei classici 21, danno meno cefalea nella
pausa e meno spotting delle pillole a 20 gamma, ma riducono le mestruazioni in
maniera molto intensa e si può arrivare all'amenorrea. Sono da consigliare in
caso di endometriosi o fibromi.
In
conclusione:
sono gli effetti
collaterali che indirizzano verso la pillola più adatta, in quel tempo, per
quella donna. Per questo conviene l'utilizzo di una pillola standard, con
eventuale cambio della pillola alla visita di controllo, da uno a tre mesi dopo
la prima somministrazione.
Pillola
ed effetti collaterali
La pillola che dà meno
effetti collaterali ha un contenuto di 30 gamma di etinilestradiolo. È vero che la maggior parte degli effetti collaterali
consiste in banali perdite ematiche scure, gli spotting ma oltre a poter
dare irritazioni in chi utilizza miniassorbenti, è la causa principale di
interruzioni dell'uso della pillola con conseguenti gravidanze indesiderate.
Le mestruazioni si
riducono, ma in modo da
permettere un flusso mestruale adeguato, che permetta un oggettivo riscontro
alla sicurezza contraccettiva. Pillole con 20 gamma e ancor di più con 15 gamma
di etinilestradiolo riducono le mestruazioni in maniera possibilmente
eccessiva, fino a 1 giorno, magari di perdite scure.
La ritenzione idrica,
che nel ciclo fisiologico femminile si manifesta dopo l'ovulazione, si può
manifestare durante l'assunzione della pillola. Spesso la donna accorre per
"evidenti" segni sulla pelle, dimenticando frequentemente, che la
cellulite si deve vedere senza pizzicare la pelle, mentre la ritenzione idrica
dopo poco e comunque tre mesi dalla fine dell'assunzione deve essere regredita
completamente.
È veramente difficile
evidenziare aumento di peso superiore ai 2 Kg e addirittura alcune
pazienti vengono a richiederla perché dimagriscono durante l'assunzione.
Aumenti di peso superiori ai 4 Kg dovrebbero essere riportati ad un controllo
ginecologico per valutare la riduzione del dosaggio estrogenico o alternative.
Ricordare sempre che tutte le condizioni emotive possono determinare
modificazioni dell'appetito.
La cefalea è
facilitata maggiormente dalle pillole a basso dosaggio estrogenico e
specificamente nella pausa settimanale. Cefalea aumentata durante l'assunzione
della pillola, invece che nella pausa, possono consigliare il passaggio a
dosaggio estrogenico inferiore.
Persistenza di nausea
dopo 3 mesi dall'assunzione o nausea particolarmente intensa collegata
all'assunzione possono consigliare la riduzione del dosaggio estrogenico
Vomito durante l'assunzione, peraltro estremamente raro,
consiglia riduzione del dosaggio già dal primo ciclo successivo, prima con
pillola 15 gamma di etinilestradiolo e successivamente scegliendo fra pillola con
solo progestinico e spirale o altro.
Cambiare
la pillola ai primi effetti collaterali?
No. Se possibile aspettate la visita di controllo.
Non c'è occasione più utile per capire le realtà sintomatologica ormonale di
una donna, sicuramente molto meglio di qualsiasi esame. I dosaggi ormonali sono
assolutamente inutili per determinare il clima ormonale della pillola più
adatta ad una donna.
Perché è
meglio non sospendere mai? Perché una pausa di 2 o 3 mesi è da sconsigliare?
Vi sono donne che hanno
rapporti in occasioni di fidanzamenti prolungati intervallati da pause più o
meno lunghe (un anno o più) ma vi è un maggior numero di donne che hanno pause
sessuali inferiori ai tre mesi. L'organismo si adatta, con la produzione delle
proteine di trasporto da parte del fegato, nell'arco di tre mesi; dopodiché il
fegato ha preso la "misura" dell'impegno metabolico e "lavora a
regime". In poche parole il fegato non riposa è allenato. La pausa lo
decondiziona, "costringendolo" ad un altro periodo di adattamento
(stress). Ma la sospensione determina altri problemi pratici. Due in
particolare:
1. perdite di sangue irregolari e periodi di transizione con
perdite, più prolungati o perdite ematiche alla ripresa del blister, salti
mestruali
2. gravidanze indesiderate, anche in quelle fasi di
passaggio, e quindi maggiormente dolorose, tra due relazioni o temporanei
abbandoni.
Qual è la
migliore età per l'assunzione della pillola?
La migliore età per
l'assunzione della pillola è l'età giovanile. Dai 15 ai 25 anni si concentra il
maggior rischio di gravidanze indesiderate, dall'inesperienza, alla elevata
fertilità della donna giovane (30% di gravidanza per ciclo). Vi sono ovviamente
meno complicazioni all'utilizzo della pillola perché è difficile in età
giovanile essere ammalati e la patologia cardiovascolare è rara. Dai 15 ai
35-40 anni è il range di età più adatto. Deve essere ragionato l'uso nelle
donne oltre i 40 anni.
Qual'età
meno adatta?
Dai 40 ai 50 anni aumentano
i rischi cardiovascolari (anche se valutati rispetto pillole a dosaggio
superiore) soprattutto in caso di fumo. Ma è da tenere in conto dai 35 anni in
avanti anche il rischio del Carcinoma al seno che è facilitato dall'assunzione
prolungata e diventa importante quando il rischio del carcinoma al seno
aumenta, oltrepassando i 40 anni. In più il rischio di tumore al seno si riduce
dopo la sospensione dell'assunzione di estrogeni
Quali
farmaci diminuiscono l'efficacia della pillola?
In primo luogo la
pillola non presenta interazioni pericolose per la salute neanche in caso di
uso di farmaci che facilitano la coagulazione del sangue. Il vero problema è la
diminuzione dell'efficacia contraccettiva e la possibilità di gravidanze
indesiderate:
1. quasi tutti gli antibiotici possono procurare interazioni con la pillola ma in
particolar modo tutte le penicilline, le tetracicline e la rifampicina
2. La maggior parte degli antiepilettici:
carbamazepina, pirimidone, fentoina, pirimidone
Escludere dai rischi
contraccettivi gli antiinfiammatori e antidolorifici, le benzodiazepine (la
maggior parte dei tranquillanti).
Come
comportarsi se deve essere assunto un farmaco che interferisce con la pillola?
Un classico farmaco che
riduce l'efficacia della pillola è l'amoxicillina molto diffusa come terapia
antibiotica (penicillina semisintetica), viene prescritto in molte infezioni
frequenti, dalle infezioni urinarie, alle bronchiti, per gli ascessi dentari.
1. I rapporti a rischio sono solo quelli avuti dopo
l'assunzione del farmaco
2. Dall'assunzione del farmaco è necessario utilizzare
sempre il preservativo. La
pillola è utilizzata da donne che non vogliono assolutamente una gravidanza e
non ha senso aumentare il rischio contraccettivo che si era deciso di tenere ai
minimi livelli. Per questo è indispensabile che quei pochi rapporti con
potenziali rischi contraccettivi vengano coperti con metodi barriera
(preservativo, diaframma, preservativo femminile). Cosa fare? Comprare i
preservativi insieme al farmaco.
3. Il meccanismo che favorisce l'interazione farmaci - pillola, determina fino al dimezzamento
del dosaggio del farmaco presente nel sangue: quindi pillole con dosaggio
di 15-20 gamma di etinilestradiolo, sono più facilmente a rischio delle pillole
a 30-35 gamma di etinilestradiolo
Come
comportarsi dopo la sospensione di un farmaco che antagonizza la pillola?
Non vi sono regole
descritte e precise ma potrebbe essere consigliabile:
1. utilizzare il preservativo fino a 5 giorni dopo la
sospensione del farmaco a rischio
2. La prima delle tre settimane di assunzione della pillola
l'interazione ha potenzialmente più effetto e bisogna stare molto attente
3. Se l'assunzione del farmaco è avvenuta nella terza
settimana è meglio utilizzare il preservativo fino all'arrivo delle
mestruazioni
Quali sono gli errori
di assunzione della pillola e come rimediare?
In quale caso la
pillola è curativa?
Quale patologia
favorisce?
Quale patologia
previene?
Sesso e pillola: quali
dati positivi e negativi?